atletica latina
 
Indoor 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Atletica – Campionati Tricolori ad Ancona
Bellagamba, Trivellato e Vitillo in gara con obiettivo le finali


Fabio Bellagamba



Mauro Trivellato

Adriana Vitillo

L’atletica, come il nuoto, è uno sport caratterizzato dai record; la smania della prestazione “ad effetto” è l’anima dei grandi meeting mondiali dell’era moderna e, per questo, si cerca di creare le condizioni ottimali per ottenere il massimo nelle varie gare. Un meeting dove si realizza un record mondiale cresce notevolmente di prestigio ed immagine. Questa sbilanciamento è stato determinato dai media, a scapito delle sfide personali. 

A livello giovanile il tutto è rapportato alla ricerca spasmodica del proprio record personale e, spesso, si migra per i campi di tutta la penisola alla ricerca di quella data pista o pedana più congeniale.

Questa forma mentis cambia in occasione dei vari campionati italiani, quando ci si gioca il titolo tricolore e diventa unico e fondamentale arrivare un centimetro più in la dell’avversario indipendentemente dalla prestazione. Nell’ultima settimana di vigilia, su tutti i campi di allenamento si respira un aria particolare, concentrata, oltre che su se stessi, sulla condizione dei relativi avversari alle varie ambizioni, siano queste di successo, di podio o di accesso in finale.

In questi frangenti si mette a nudo il carattere di un potenziale campioncino rispetto al semplice atleta. Spesso un preoccupante nervosismo si trasforma in carica agonistica.

Ed è proprio su questa falsariga che è scivolata via questa ultima settimana prima dell’appuntamento marchigiano con i campionati italiani al coperto, riservati alle categorie under 20 ed under 18, che si svolgeranno nello splendido impianto di Ancona, argutamente e fortemente voluto dall’amministrazione comunale (il prossimo avranno i campionati Europei).

Le ambizioni targate Asi Latina si concentrano su tre atleti; Fabio Bellagamba, impegnato nello sprint puro, i 60 metri, dove un’indecisione allo sparo potrebbe essere fatale. Il valore e l’importanza del tempo lo si percepisce in questo tipo di gare, e sarebbe bello trasferirlo nella vita quotidiana. Sette secondi e tre centesimi il record di Fabio, quattro centesimi in meno il suo sogno: praticamente un inezia, un battito di ciglia ma potrebbe essere un abisso che ti fa passare dal podio all’esclusione dalla finale.

Maledetta atletica verrebbe da dire! Benedetta atletica invece, perché ti porta a lottare anche per un inezia, in una società dove, invece, specialmente per i giovani nulla ha più valore.

Nei 60 ostacoli discorso quasi analogo per Mauro Trivellato con l’aggiunta di quelle maledette barriere dove anche la ricerca della perfezione tecnica aumenta la difficoltà.

Nell’asta, per Adriana Vitillo scompare la componente temporale ma le difficoltà non diminuiscono sicuramente, essendo una delle discipline più difficili.

Le ambizioni di tutti e tre partono in prima battuta dalla ricerca dell’ingresso nella finale ad otto poi, una volta arrivati lì, chiaramente, non disdegnano un’occhiata vogliosa al podio.

Forza ragazzi!